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Heloderma
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Contents
• Veleno
• Dieta
• Note
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Descrizione
Il genere mweaHeloderma contiene il mweqmostro di Gila e quattro specie di lucertole perlinate. Il mostro di Gila è un rettile grande, tozzo, il più delle volte lento che preferisce i deserti aridi. Le lucertole perlinate sono considerate più agili e sembrano preferire ambienti più umidicite-ref-2[2]. Le code di tutte le specie di mwfgHeloderma sono utilizzate come organi di accumulo di grasso. Le squame della testa, della schiena e della coda sono perlinate, contenenti osteodermi per una migliore protezione. Le squame della pancia sono prive di osteodermi. La maggior parte delle specie è di colore scuro, con segni giallastri o rosaticite-ref-3[3].
Veleno
Le ghiandole velenifere di mwhqHeloderma si trovano all'estremità delle mascelle inferiori, a differenza delle ghiandole velenifere dei mwhgserpenti, che si trovano dietro gli occhi. Inoltre, a differenza dei serpenti, il mostro di Gila e le lucertole perlinate non hanno la muscolatura per iniettare immediatamente il veleno. Devono masticare la carne della vittima per poter liberare il veleno. mwhwIl veleno di mwiaHeloderma è usato solo in difesa. Si ritiene che le ghiandole velenifere si siano evolute all'inizio del lignaggio che porta ai moderni elodermatidi, poiché la loro presenza è indicata anche nel genere fossile mwiqParaderma di 65 milioni di annicite-ref-0-4-0[4].
Dieta
Gli Helodermatidae sono carnivori, predando roditori e altri piccoli mammiferi, e mangiando le uova di uccelli e rettili.
Riproduzione
Tutte le specie di mwkgHeloderma sono ovipare. Il mostro di Gila in genere depone 6 uova, le lucertole perlinate fino a circa 18 uovacite-ref-0-4-1[4]. Confrontando le diverse specie, tutte le uova hanno una dimensione simile e lo stesso vale per i loro piccoli.
Tassonomia
mwmqGenere mwmgHeloderma
• mwnqmwngH. suspectum Cope, 1869
• mwoamwoqH. horridum Wiegmann, 1829
• mwowH. exasperatum Bogert & Martin Del Campo, 1956
• mwpgH. charlesbogerti Campbell & Vannini, 1988
• mwqqH. alvarezi Bogert & Martin del Campo, 1956
I membri del genere mwraHeloderma hanno molti parenti estinti negli Helodermatidae la cui storia evolutiva può essere fatta risalire al periodo Cretaceo, con mwrqEstesia. Il genere mwrgHeloderma esiste dal Miocene, quando visse mwrwH. texana, e frammenti di osteodermi del mostro di Gila sono stati trovati nei depositi del tardo Pleistocene (8.000-10.000 anni fa) vicino a mwsaLas Vegas, mwsqNevada. Poiché gli elodermatidi sono rimasti relativamente invariati morfologicamente, sono occasionalmente considerati mwsgfossili viventicite-ref-5[5]. Sebbene le lucertole perlinate e il mostro di Gila appaiano strettamente imparentati con i varani dell'Africa, dell'Asia e dell'Australia, l'ampia separazione geografica e le caratteristiche uniche non trovate nei varanidi indicano che è più sensato inserirli in una famiglia separatacite-ref-6[6].
La specie tipo è mwvamwvqHeloderma horridum, descritta per la prima volta nel 1829 da Arend Wiegmann. Sebbene originariamente l'avesse assegnata al genere mwvwTrachiderma, sei mesi dopo lo cambiò in mwwaHeloderma, che significa "pelle borchiata", dalle parole del greco antico mwwqhêlos (ηλος) - la testa di un chiodo o di un perno - e mwwgderma (δερμα), che significa pellecite-ref-7[7].
Conrad et al., 2011 e Estes et al., 1988, utilizzando dati morfologici, collocarono Helodermatidae all'interno dei Varanoidea insieme a mwyqmwygLanthanotus borneensis e mwywmwzaVaranuscite-ref-8[8]cite-ref-9[9]. Tuttavia, Estes et al., 1988 capirono che Helodermatidae si era separato in precedenza da mwbqmwbgLanthanotus e mwbwmwcaVaranus, mentre Conrad et al., 2011 li raggruppa nello stesso punto di diramazione.
In cattività
mwfwH. horridum, mwgaH. exasperatum e mwgqH. suspectum si trovano spesso in cattività e sono ben rappresentati negli zoo di gran parte del mondo. Le altre due specie di mwggHeloderma, mwgwH. alvarezi e mwhaH. charlesbogerti, sono estremamente rare e si conoscono solo pochi esemplari in cattività.
Rapporti con l'uomo
Di recente per la cura del mwhwdiabete di tipo II, il comune diabete mellito, si sta sperimentando una molecola digestiva del mwiamostro di Gila. In virtù del suo particolare metabolismo, e per la necessità di immagazzinare ed utilizzare le riserve energetiche per lunghi periodi, possiede delle particolari vie biochimiche. L'mwiqenzima exendin-4, rilasciato dalle mwigghiandole salivari è simile all'ormone umano GLP-1, differisce per un solo mwiwamminoacido, ed entra nella via metabolica, in cui è coinvolta anche l'mwjaInsulina. Questa molecola sembra promettere usi anche in altri campi medici.cite-ref-12[12]
Note
cite-note-11. ↑ mwlwIvan Koludarov, Timothy Jackson e Kartik Sunagar, mwmamwmqFossilized Venom: The Unusually Conserved Venom Profiles of Heloderma Species (Beaded Lizards and Gila Monsters), in mwmgToxins, vol.mwmw 6, n.mwna 12, 22 dicembre 2014, pp.mwnq 3582-3595, mwngDOI:mwnw10.3390/toxins6123582. mwoaURL consultato il 9 gennaio 2022.
cite-note-77. ↑ mw6qWiegmann, A.F.A., mw6gÜber die Gesetzlichkeit in der geographischen Verbreitung der Saurier, in mw6wIsis (Oken), vol.mw7a 22, n.mw7q 3-4, 1829, pp.mw7g 418-428.
cite-note-88. ↑ mw8g(mw8wmw9aEN) Jack L. Conrad, Jennifer C. Ast e Shaena Montanari, mw9qmw9gA combined evidence phylogenetic analysis of Anguimorpha (Reptilia: Squamata), in mw9wCladistics, vol.mw-a 27, n.mw-q 3, 2011, pp.mw-g 230-277, mw-wDOI:mw-a10.1111/j.1096-0031.2010.00330.x. mw-qURL consultato il 9 gennaio 2022.
cite-note-1010. ↑ mwaq4Nicolas Vidal, Julie Marin e Julia Sassi, mwaq8mwaraMolecular evidence for an Asian origin of monitor lizards followed by Tertiary dispersals to Africa and Australasia, in mwareBiology Letters, vol.mwari 8, n.mwarm 5, 23 ottobre 2012, pp.mwarq 853-855, mwaruDOI:mwary10.1098/rsbl.2012.0460. mwarcURL consultato il 9 gennaio 2022.
cite-note-1111. ↑ mwarsTed M. Townsend, Allan Larson e Edward Louis, mwarwmwar0Molecular Phylogenetics of Squamata: The Position of Snakes, Amphisbaenians, and Dibamids, and the Root of the Squamate Tree, in mwar4Systematic Biology, vol.mwar8 53, n.mwasa 5, 1º ottobre 2004, pp.mwase 735-757, mwasiDOI:mwasm10.1080/10635150490522340. mwasqURL consultato il 9 gennaio 2022.
cite-note-1212. ↑ Kolterman o et al “Synthetic exendin -4 (exenatide) significantly reduces post prandial and fasting glucose in subjects with type 2 diabetes” J Clin Endocrinol Metab. 2003; 88 (7): 3082-3089.
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